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Storia
L'Osservatorio Astronomico Bellatrix, inteso come postazione fissa, è diventato ufficialmente operativo nel novembre del 1997, quando uno strumento basato su ottica C11-f/10 e installato su montatura Losmandy G11 fu collocato all'interno dell'attuale struttura a tetto scorrevole. La storia astronomica del sito e le attività del responsabile, tuttavia, sono decisamente più "antiche". Il primo telescopio utilizzato sul posto risale infatti al 1983: un modetso rifrattore da 60 mm, con cui venivano osservati il Sole, la Luna, qualche stella doppia e gli oggetti celesti più eclatanti. In vista del passaggio della cometa di Halley del 1985/1986 si pensò di sostituire quel telescopio con uno di maggiore diametro: un riflettore Vixen Super Polaris R-150S, diametro 150mm-f/5 e dotato di montatura computerizzata. Il notevole livello tecnologico e la qualità del nuovo strumento hanno consentito programmi osservativi davvero intensi, con osservazione di un buon numero di ammassi stellari, galassie, nebulose e pianeti: i rapporti osservativi venivano inviati alla rivista "l'Astronomia", che prese a pubblicarli. Nel 1988 venne introdotta la tecnica fotografica: il materiale raccolto veniva sviluppato e stampato in proprio, per garantire i migliori risultati. Frequente il ricorso a pellicole specifiche le riprese astronomiche, come la Techical Pan 2415 ipersensibilizzata. Le immagini ottenute, di notevole livello, trovarono spazio anche su giornali e riviste. Dopo 5 anni di intense attività fotografiche, nel 1993 vennero sperimentate le prime riprese CCD presso l'Osservatorio Astronomico di Campo Catino, del cui staff l'autore fa parte dal 1988. Le possibilità di questa nuova tecnologia, suscettibile di notevoli applicazioni scientifiche, apparivano prodigiose. Da allora, la fotografia è stata via via accantonata. I costi dei dispositivi CCD erano tuttavia proibitivi, sicchè dal 1993 al 1997 le attività sono state piuttosto rade, complice anche l'indisponibilità dell'autore, impegnato nella Capitale con i suoi studi presso l'Università di Roma "La Sapienza".
Nell'agosto del 1997 arrivò la prima notevole scoperta astronomica: una stella variabile nella costellazione di Vulpecula. Questa circostanza spinse a rinnovare la strumentazione scientifica: fu mantenuta la camera CCD mentre venne rimpiazzato il telescopio, sostituito da un C11 su montatura Losmandy G11. Un cambiamento davvero notevole, che suggerì anche l'idea di una postazione fissa, vista la mole del nuovo arrivato: nel novembre del 1997 venne di fatto inaugurato l'Osservatorio Bellatrix. Da allora, è quasi impossibile seguire gli sviluppi delle attività: l'osservatorio diventa la stazione italiana del Center for Backyard Astrophysics (Columbia University, New York) e del VSNET Collaboration Team e viene inaugurato un campo d'indagine che si rivelerà determinante per l'attività scientifica dell'autore: l'osservazione di asteroidi e comete, specie dei near-Earth Objects (NEO); queste problematiche orientarono gli studi universitari dell'autore, che da allora si dedica particolarmente proprio ai corpi minori. Dall'Osservatorio Bellatrix sono stati scoperti circa 15 asteroidi, alcuni dei quali già "battezzati", come vuole la tradizione. Tuttavia, va ricordato come i campi d'indagine si mantengano piuttosto eterogenei, spaziando dagli asteroidi, alle stelle variabili, dalle comete alle supernovae.
Nel gennaio del 2006 l'intera strumentazione è stata aggiornata. Inizialmente, l'ottica C11 è stata installata su una montatura Vixen New Atlux gestita dal computer Skysensor 2000PC, controllato mediante gli applicativi della Software Bisque. Questo strumento è stato sostituito da un altro, basato su montatura Paramount ME della Software Bisque e ottica C14 Fastar. Attualmente è in corso di installazione un secondo telescopio gemello e presto verrà aggiunto un telescopio per osservazioni solari in H-alpha. Il progetto Virtual Telescope è l'ultima sfida con cui l'Osservatorio ha deciso di cimentarsi. |


